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Ricette del restauro


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Tartaruga PDF Stampa E-mail

Si immergono oggetti di corno biondo naturale dopo un’accurata pulizia, in una soluzione di carbonato di soda, lasciandoveli abbastanza a lungo per ottenere la saponificazione dei corpi rassi: poi si lavano accuratamente e si pongono in acqua contenente una piccola quantità di ammoniaca.

1) Dopo queste operazioni il corno avrà assunto apparenza assai simile a quella della tartaruga.

2) Si sceglie del corno biancorossastro: si forma una pasta con due parti di calce viva, una di litargirio e dell’acqua di sapone, oppure liscivia di soda caustica, a sufficienza, e la si applica nei punti che si vogliono tingere; quando questa pasta è secca, si toglie con una spazzola.

3) Si tratta il corno biancorossastro con una pasta di orpimento e latte di calce. Poi per produrre le macchie si usano: cloruro acido d’oro (rosse); nitrato acido d’argento (nere); nitrato acido di mercurio (brune). Alternando queste macchie si viene ad imitare assai bene la tartaruga.