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Ossidazione della ghisa e del ferro
I pezzi da ossidare si mettono in un bagno di acqua distillata a 70 – 80. Puliti, si fissano all’anodo; da catodo serve una lamina di rame, di carbone o di ferro. La corrente deve essere la sola forza elettromotrice necessaria per scomporre l’acqua, dopo aver vinto la resistenza del circuito o del bagno. Una corrente troppo energica produce un ossido polverulento che non ha aderenza e buca i pezzi puliti. Dopo qualche minuto, in condizioni normali, si vede apparire sui pezzi la colorazione nera, dopo un’ora o due lo strato di ossido magnetico è abbastanza solido per resistere alla spazzola metallica. Esso è penetrato nei fori del metallo, l’idrogeno che conteneva è stato scacciato e trasportato al catodo. L’acciaio si ricopre più facilmente del ferro dolce. La pellicola ottenuta è di un nero brillante di bellissimo effetto; ha una consistenza durissima di smalto; la lima lo attacca con difficoltà.